Impianto antighiaccio.

Uno dei problemi legati all'impiego degli aeromobili in condizioni metereologiche avverse è rappresentato dal pericolo della formazione di ghiaccio sulle strutture e sui motori.

La formazione di ghiaccio consiste nel deposito sull'aereo in volo, sotto forma di ghiaccio, dell'acqua contenuta nell'atmosfera. La natura di questo deposito, la rapidità con la quale esso si forma e le parti dell'aeromobile interessate, dipendono da diversi fattori come, tipo di aeromobili, costituzione dell'aria (nubi, precipitazioni, ecc.).

Le parti più esposte sono rappresentate in figura:

Il ghiaccio influisce negativamente sulle caratteristiche aerodinamiche del velivolo e, se si forma sulle prese d'aria altera le prestazioni dei motori. Inoltre non si trascuri la possibilità che i motori ingeriscano frammenti di ghiaccio staccatisi dai bordi della presa d'aria, con ingenti danni derivanti dalla probabile rottura delle palette del compressore. Infine il deposito di minuscole particelle di ghiaccio sui finestrini della cabina piloti, riduce o annulla la visibilità.

Per evitare gli inconvenienti a cui si è fatto cenno, su tutti i velivoli sono installati opportuni impianti antighiaccio; essi si distinguono principalmente in due tipi:

Attualmente il funzionamento degli impianti antighiaccio è basato sul riscaldamento ottenuto prelevando aria calda dall'impianto pneumatico , oppure sfruttando resistenze elettriche (effetto Joule).

 

Impianto antighiaccio del bordo di entrata.

L'impianto ha lo scopo di prevenire o rimuovere le formazioni di ghiaccio dai bordi di entrata alari e dello stabilizzatore orizzontale, in modo d'impedire l'aumento di peso delle strutture e mantenere il bordo "pulito". Esso funziona utilizzando l'aria calda dell'impianto pneumatico, la quale viene inviata per mezzo di condotti di distribuzione all'interno dei pannelli slat delle semiali e dei bordi di entrata dello stabilizzatore ( fig. 2 ).

Nel caso in cui fosse necessario ridurre la pressione dell'aria, il prelevamento dall'impianto pneumatico viene controllato da una valvola regolatrice.

Il sistema antighiaccio alare ( fig. 3 ) è controllato dalla cabina di pilotaggio e mantiene il bordo d'attacco a temperatura costante ( tipo "anti-ice") in modo da evitare la formazione di ghiaccio.

L'antighiaccio del bordo d'attacco dello stabilizzatore è generalmente di tipo "de-ice".

Un valvola di esclusione apre il circuito dell'aria solo per brevi periodi di tempo, seguendo un ciclo prestabilito regolato automaticamente da un timer.

L'aria, prelevata da un preciso stadio del compressore, viene introdotta nel circuito con un flusso regolato da opportune valvole di esclusione e regolazione. Sulla superficie da riscaldare l'aria viene immessa in un'intercapedine tramite appositi fori posizionati sulla parete interna della stessa (fig. 6).

La manutenzione degli impianti descritti è possibile solo a terra; per questa ragione esistono opportuni sensori della temperatura che, in caso di avaria, escludono l'invio dell'aria all'impianto o ad una sua parte.