PROVE NON DISTRUTTIVE
INTRODUZIONE ALLE PROVE NON DISTRUTTIVE;
LIQUIDI PENETRANTI;
MAGNETOSCOPIA;
ULTRASUONI.
INTRODUZIONE ALLE PROVE NON DISTRUTTIVE.
Si definiscono prove non distruttive tutti quegli esami condotto per verificare la conformità di materiali e componenti a prescrizioni specifiche, utilizzando tecniche che non ne danneggiano le caratteristiche o le prestazioni.
Le metodologie maggiormente usate comprendono:
In pratica vengono definite prove (o esami, o controlli) non distruttive quelle indagini la cui esecuzione consente di rilevare o valutare le difettosità o le caratteristiche strutturali o comportamentali senza arrecare alterazioni di sorta alla struttura, alla composizione, allo stato fisico ed alla configurazione geometrica dellelemento che si sta esaminando.
Le metodologie non distruttive possono essere applicate a prodotti elementari grezzi, a semilavorati, a prodotti finiti, a parti o componenti in fase di lavorazione e a macchinari ultimati e in esercizio.
La metodologia e la tecnica di indagine scelte possono determinare un esame in superficie o nel corpo delloggetto.
Non bisogna dimenticare inoltre che le prove non distruttive possono essere eseguite sia quali indagini interne aziendali o di produzione, da parte del costruttore, sia quali di test di accettazione in contraddittorio tra costruttore ed acquirente, ovvero tra acquirente ed autorità pubblica di controllo, quando loggetto sia tenuto a rispettare particolari normative, soprattutto per la sicurezza pubblica.
Limportanza delle prove non distruttive si mette in evidenza quando esse consentono in fase progettuale una diminuzione di sezioni, in quanto meglio si può seguire levolversi di cedimenti un tempo imprevedibili, con vantaggio nel peso, nellingombro e nel costo del prodotto, pur migliorando in pratica le condizioni di sicurezza, assicurando maggiore affidabilità del macchinario e maggior vita dello stesso, nel senso di poter prevedere tempestivamente le parti da sostituire prima che le stesse producano danni irreparabili allinsieme.
Per unintelligente scelta del tipo di prova è, comunque, indispensabile avere preventivamente idee definite sui possibili difetti che corrispondono al materiale e soprattutto al procedimento produttivo impiegati.
Le metodologie analizzate in questa relazione corrispondono alle prime tre precedentemente citate, ossia liquidi penetranti, particelle magnetiche ed ultrasuoni.
LIQUIDI PENETRANTI.
Lesame con liquidi penetranti è fondato sulla capacità di penetrazione di alcuni liquidi, in grado di inserirsi in discontinuità di corpi solidi (quali fessure, pori, cricche ecc.), purché le stesse risultino affioranti sulla superficie dei solidi.
Per realizzare lesame con liquidi penetranti occorre, una volta bagnata e poi asciugata la superficie esterna del corpo, luso di un sistema di rilevazione che consenta di individuare la presenza del liquido nelle discontinuità, e quindi avere consapevolezza dellesistenza di foro, fessura, cricca, ecc.
Si tratta, in pratica, di un sistema semplice ed economico, che richiede limitata perizia delloperatore e si effettua in tempi brevi, il che rende lesame con liquidi penetranti la prova non distruttiva di più largo impiego.
Oggi si impiegano due sole famiglie di liquidi per questa prova:
Ne segue che la rivelazione delle discontinuità, con luso di particolari rivelatori (che possono essere a umido o a secco), può effettuarsi:
Ciascuno dei suddetti liquidi può avere le seguenti caratteristiche:
I rivelatori hanno la funzione di mettere in evidenza per la successiva osservazione i luoghi ove sono rimasti i liquidi penetranti dopo il lavaggio della superficie del pezzo; si distinguono in:
Un esame ben condotto con limpiego dei liquidi penetranti si effettua attraverso una serie di fasi consecutive, che possono così sintetizzarsi:
Nel processo per immersione, i pezzi vengono immersi in vasche. Luso del sistema con pennello è limitato a casi di poca importanza e a pezzi facilmente accessibili. Lo spruzzo può realizzarsi con luso di bombolette spray, mentre nel metodo elettrostatico il prodotto da applicare viene atomizzato, e le particelle, attraversando un campo elettrostatico, vengono caricate elettricamente di cariche differenti da quelle che nello stesso tempo si applicano ai pezzi da esaminare, in modo che le particelle si attraggano.
MAGNETOSCOPIA.
La magnetoscopia è un sistema di indagine che si realizza magnetizzando il pezzo da esaminare, ed evidenziando il flusso disperso che si registra in corrispondenza delle discontinuità.
Se il pezzo è omogeneo, come in fig. 1a, si determineranno in esso delle linee di flusso magnetico parallele ed uniformi; quando invece si manifestano delle discontinuità, come in fig. 1b, il flusso si interrompe disperdendosi verso lesterno del pezzo.
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Fig. 1a 1b
Le due tecniche di rilevazione possono così sintetizzarsi:
Lesame magnetoscopico, nel caso più corrente, si realizza con luso di polveri magnetiche e avviene in quattro fasi:
Le apparecchiature per magnetoscopia si distinguono generalmente, a seconda che siano fisse o portatili, delle quali le prime trovano impiego nel controllo di grandi serie di pezzi, mentre le seconde si utilizzano per losservazione di oggetti voluminosi, specie se da verificarsi al di fuori dellofficina.
Quella da noi utilizzata nella prova corrisponde al secondo tipo sopraindicato.
ULTRASUONI.
La prova non distruttiva realizzata con gli ultrasuoni utilizza la differente resistenza che i materiali solidi e fluidi oppongono al passaggio di onde meccaniche elastiche, e la capacità di riflessione di queste onde da parte delle superfici di divisione tra un solido ed un fluido.
Nel caso in esame le onde elastiche utilizzate hanno una frequenza notevolmente più elevata di quelle proprie delle onde acustiche.
Gli ultrasuoni sono, quindi, onde elastiche di tipo meccanico che si trasmettono nei corpi solidi, producendo nelle loro molecole oscillazioni elastiche attorno alloriginaria posizione di equilibrio. Detto fenomeno si propaga progressivamente dalle molecole che ricevono loscillazione dallesterno a quelle attigue, da queste alle successive e così via, finché non risultano interessate tutte le molecole che costituiscono il corpo.
Le oscillazioni sono di tipo sinusoidali, e quindi caratterizzate da:
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Gli ultrasuoni si prestano bene ad indagini su difetti sia subsuperficiali che interni a un materiale, purché tali difetti siano caratterizzati da presenza di almeno una superficie riflettente.
Infatti essi si realizzano trasmettendo un fascio donde da una parte del corpo verso unaltra sua parte, e registrando eventuali aliquote riflesse a causa della presenza sulle superfici delle discontinuità, sulle quali il fascio impatta.
La produzione degli ultrasuoni può essere realizzata con diversi sistemi, che differiscono sia per il modo di generazione che per frequenza ed intensità dellultrasuono prodotto.
Il metodo di gran lunga più usato nelle prove non distruttive è quello piezoelettrico, nel quale lultrasuono viene generato dalla vibrazione di cristalli di alcune sostanze, sia prodotte in natura che prodotte artificialmente per via chimica; in entrambi i casi le vibrazioni sono determinate dallimpiego di energia elettrica.
Tra le tecniche di trasmissione degli ultrasuoni le fondamentali sono:
Limpianto completo di uso corrente per le prove con ultrasuoni è fondamentalmente costituito da un tubo a raggi catodici, un trasmettitore (pulsatore) ed un ricevitore (amplificatore), oltre che un alimentatore elettrico (da rete o da batteria).
Lapparecchio trasmette limpulso elettrico alla sonda mediante cavo coassiale, e dallo stesso cavo riceve gli impulsi elettrici corrispondenti alla risposta delloggetto agli ultrasuoni inviati.
Lamplificatore elabora elettronicamente gli impulsi ricevuti, visualizzandoli sul tubo catodico.
Le sonde (trasduttori) sono un elemento di fondamentale importanza nelle prove con ultrasuoni; una sonda, generalmente è costituita dalle seguenti parti:
Le più comuni sonde in commercio sono le seguenti: