La sostentazione statica si richiama ai principi della fluidostatica,
ramo della meccanica dei fluidi che sinteressa delle caratteristiche dei fluidi in
quiete, e riguarda la classe degli aeromobili denominata aerostati: dirigibili,
palloni. Il secondo
principio della fluidostatica, noto come principio di Archimede, afferma che:
un corpo immerso in un fluido riceve una spinta, diretta dal basso verso l'alto,
dintensità pari al peso del volume di fluido spostato.
Sfruttando questo principio è stato possibile costruire oggetti volanti la cui sostentazione è indipendente dal moto relativo.
Sostentazione dellaerostato a quota costante
Indicando con:
il volume dellaerostato;
il peso specifico dellaria;
la spinta di Archimede o spinta ascensionale, detta anche portanza statica, è espressa dalla relazione:
dalla quale si deduce che per avere una spinta ascensionale apprezzabile, essendo il peso specifico alquanto piccolo, occorre un volume notevolmente elevato. Il volume è mantenuto, soprattutto negli aerostati flosci, facendo ricorso ad un gas leggero (aria calda o più comunemente idrogeno o elio, con preferenza per questultimo per la sua infiammabilità e quindi impossibilità di dar luogo ad esplosioni), sfruttando la sua tendenza ad espandersi e salire.
Perché laerostato possa sostenersi a quota costante, fig. 1.8, il peso complessivo, composto dal suo peso proprio e da quello del gas di riempimento, deve essere bilanciato dalla spinta ascensionale, come mostra la relazione:
2.8 ![]()
in cui è stato indicato con:
il peso proprio dellaerostato;
il peso del gas di riempimento.
Il peso del gas di riempimento, indicando con
il suo peso specifico e supponendo che occupi tutto il volume
dellaerostato, può essere espresso dal prodotto
e la relazione 2.8, tenendo conto della 1.8, diventa:
3.8 ![]()
dalla quale si ottiene:
4.8 ![]()
Questa relazione evidenzia la necessità, per minimizzare il volume
, di utilizzare un gas di riempimento a bassissimo
peso specifico rispetto allaria
, onde
rendere massima la spinta specifica
.
A tal fine lidrogeno
sarebbe da preferire rispetto allelio
in
quanto presenterebbe una maggiore spinta specifica, tuttavia esigenze di sicurezza
impongono luso del secondo rispetto al primo.
Fig. 1.8
Forze agenti su un aerostatoComportamento dellaerostato in quota
La relazione 1.8 evidenzia che la
spinta ascensionale
, dipendendo dal peso
specifico dellaria, con laumentare della quota diminuisce. Esiste, però, la
possibilità di ricorrere ad un accorgimento che permette di inibire tale diminuzione e
consentire che la portanza statica resti costante al crescere della quota: evitare al gas
di riempimento di disperdersi, uscendo dallinvolucro, ma di espandersi rimanendo
allinterno dello stesso. Lespansione del gas può essere ottenuta riempendo
linvolucro solo parzialmente se si tratta di palloni o ricorrendo ad una camera con
diaframma mobile nel caso di dirigibili. Dimostriamo la costanza della spinta ascensionale
con laumento della quota.
Poiché sia laria che il gas di riempimento si trovano in condizione di quiete e quindi di ritenere trascurabili le azioni tangenziali, il loro comportamento termodinamico può essere assimilato a quello di gas perfetti; pertanto per essi si può scrivere rispettivamente:
5.8 ![]()
6.8 ![]()
Essendo in pratica la pressione di gonfiamento del gas
pari a quella dellaria
(isobaria) così come le rispettive temperature
(isotermia), dalle
relazioni precedenti si ricava:
7.8 ![]()
da cui:
8.8 ![]()
Sostituendo questa espressione nella 1.8 si ottiene:
9.8 ![]()
La relazione precedente dimostra linvariabilità della spinta ascensionale conseguente alla possibilità data al gas di espandersi ma conservando inalterato il suo peso. E intuitivo che lespansione non potrà continuare allinfinito, ma esiste una quota alla quale il gas occuperà tutto il volume dellaerostato, detta quota di pienezza. Oltre tale quota parte del gas uscirà dallinvolucro, il peso non potrà più mantenersi costante e la spinta ascensionale comincerà a diminuire. A tale diminuzione corrisponderà una minore salita dellaerostato il quale non potrà raggiungere una quota infinita ma un limite massimo detto quota di tangenza.
Determinazione della quota di pienezza
E stato osservato in precedenza che fino alla quota di pienezza il peso del gas di riempimento, in continua espansione, si mantiene costante. Indichiamo con, fig. 2.8:

Fig. 2.8
Riempimento parziale dellaerostato
il volume iniziale di riempimento del
gas;
il volume totale
dellaerostato;
il peso
specifico del gas alla quota di riempimento;
il peso specifico del gas di riempimento alla quota
di pienezza.
Imponendo la condizione di costanza del peso del gas alla quota di riempimento ed a quella di pienezza, si può scrivere:
10.8 ![]()
dalla quale si ricava:
Il rapporto
prende il nome di grado
di riempimento. Ricordando che la variazione del peso specifico del gas di riempimento
con la quota segue la stessa legge dellaria
e che il volo per gli aerostati si svolge a quote solitamente inferiori
agli 11.000 metri, dalla 11.8 si ottiene:
12.8 ![]()
dalla quale si può ricavare la quota di pienezza nel modo seguente:
Dimostriamo che il peso specifico del gas e dellaria variano con la quota seguendo la stessa legge. Applicando la legge del gas perfetto sia allaria che al gas alle quote di riempimento e di pienezza, si ottiene:
14.8 
15.8 
da cui si ricava, per laria e il gas rispettivamente:
16.8 
17.8 
Confrontando queste equazioni si deduce che, in caso di isobaria
e isotermia
, sussiste la relazione che giustifica lasserzione precedente:
18.8 
Determinazione della quota di tangenza o di plafond
E già stato notato che il gas di riempimento oltre la quota di pienezza, continuando ad espandersi, esce dallinvolucro e la spinta diminuisce. Laerostato continua ad ascendere fino alla quota di tangenza, alla quale la salita si arresta poiché la spinta bilancia il peso. In base alla fig. 1.8, la forza che determina lascensione dellaerostato, detta spinta, alla quota generica, può essere valutata nel modo seguente:
19.8 ![]()
Alla quota di tangenza, quindi:
in cui è stato indicato con
il
rapporto:
che assume i valori correnti:
per lelio;
per lidrogeno;
leggermente inferiori a quelli dei rispettivi gas puri per effetto del fenomeno dellosmosi attraverso il tessuto dellinvolucro.
Sostituendo nella 20.8 alla
densità relativa
la sua espressione, si
ottiene:
22.8 ![]()
da cui si ricava la quota di tangenza con lespressione:
Determinazione dellaccelerazione ascensionale dellaerostato
Indicando con W' il peso del gas di riempimento, laccelerazione verticale dellaerostato può essere ricavata richiamando la seconda legge della dinamica, espressa nella forma:
24.8 
Dalla relazione si deduce che il valore dellaccelerazione, ad una
quota generica, dipende dalleccedenza della spinta sul peso dellaerostato,
infatti più alto è il rapporto
più elevata
è laccelerazione. Per evitare che tale accelerazione ascensionale raggiunga limiti
non sopportabili si fa uso di zavorra che si scarica per permettere al mezzo di salire con
gradualità e comfort. La discesa dellaerostato, invece, viene ottenuta con la
fuoriuscita del gas dallinvolucro mediante una valvola posta sulla sua sommità.
Ciò mostra che il volo dellaerostato, ove non sono presenti motori, come nei
dirigibili, è possibile solo per effetto di una continua regolazione tra zavorra e
quantità di gas utilizzato.
Determinazione della velocità ascensionale dellaerostato
Indichiamo con:
la densità dellaria alla
quota generica;
il coefficiente di resistenza
dellaerostato;
la resistenza aerodinamica incontrata
dallaerostato;
la superficie maestra dellaerostato;
la velocità ascensionale.
Con riferimento alla fig. 3.8, la condizione di equilibrio dinamico alla quota generica viene espressa dalla seguente relazione:
25.8 ![]()
Esprimendo la resistenza nella nota forma aerodinamica, la 25.8 diventa:

Fig. 3.8
Forze agenti sull'aerostato in ascesa26.8 ![]()
dalla quale si ricava la velocità ascensionale nel seguente modo:
27.8 
Questa relazione mette in evidenza che la velocità ascensionale
dellaerostato non è costante al crescere della quota in quanto variano la densità
dellaria e, dalla quota di pienezza a quella di tangenza, la spinta. Infatti, come
mostra la fig. 4.8, da quota 0 a quella di pienezza
, essendo la spinta costante, poiché laerostato è riempito solo
parzialmente, la velocità ascensionale cresce per effetto della diminuzione della
densità dellaria. Dalla quota di pienezza a quella di tangenza
riprende a decrescere anche la spinta oltre alla
densità e poiché la diminuzione della prima è più marcata rispetto alla seconda
leffetto risultante è una diminuzione della velocità, che si riduce a 0 alla quota
di tangenza dove la spinta si annulla.

Fig. 4.8
Andamento della velocità ascensionale dellaerostato con la quotaQuantità di gas persa dallaerostato tra le quote di pienezza e tangenza
Durante la salita dellaerostato dalla quota di pienezza a quella di tangenza, lulteriore espansione del gas di riempimento provoca una fuoriuscita dello stesso dallinvolucro in cui è contenuto. La quantità di gas che viene persa può essere valutata ricavando la differenza di peso del gas alle due diverse quote. Indicando con:
il peso specifico del gas alla quota di
pienezza;
il peso specifico del gas alla quota di
tangenza;
il volume
dellaerostato, pari a quello occupato dal gas nellintervallo di quota
pienezza-tangenza;
il peso del gas alla quota di pienezza;
il peso del gas alla quota di tangenza;
la quantità di gas persa vale:
28.8 ![]()
Moltiplicando e dividendo la 28.8 per il peso specifico del gas alla quota di riempimento, si ottiene:
29.8 
che in base alle ipotesi di isobaria e isotermia diventa:
30.8 
In base alla 21.8, applicata alla quota di riempimento, e ricordando che il rapporto dei pesi specifici coincide con la densità relativa, si perviene alla relazione definitiva:
31.8 ![]()
Si è supposto finora che lascensione dellaerostato avvenisse in condizioni ideali, cioè è stato supposto che gas ed aria fossero costantemente alla stessa pressione (isobaria o omobaria) e temperatura (isotermia o omotermia). Nel caso reale continua a sussistere la prima ma levoluzione termica del gas si avvicina più ad una adiabatica che ad una isoterma. Questa nuova ipotesi modifica sia la quota di pienezza che di tangenza. Vediamo, quindi, come variano le espressioni per la determinazione delle due quote caratteristiche.
Quota
di pienezza adiabatica
Applicando la legge delle trasformazioni adiabatiche
alle quote di riempimento e di pienezza, si ottiene:
32.8 
da cui:
33.8 
Tenendo conto della condizione di isobaria, questa espressione diventa:
34.8 
e sostituendola nella 11.8, si ottiene:
35.8 
Essendo il rapporto tra le pressioni espresso dalla relazione:
36.8 
e tenendo conto che per laria
, la quota di pienezza adiabatica è, in definitiva, pari a:


37.8 
Confrontando questa relazione con la 13.8 si deduce che, essendo il numeratore della 37.8 più elevato, perché la potenza è più bassa essendo la base minore dellunità e lesponente più elevato, la quota di pienezza adiabatica è più alta rispetto a quella isotermica ideale.
Quota
di tangenza adiabatica
Imponendo, come è stato fatto nel caso ideale, alla quota di tangenza lequilibrio tra peso e spinta, si ottiene:
38.8 
Applicando la legge delladiabatica alle quote di riempimento e di tangenza e tenendo conto che gas e aria hanno le stese leggi di variazione del peso specifico, si ottiene:
39.8 
Ricavando da questa espressione il peso specifico alla quota di tangenza e sostituendolo nella 38.8, si ricava:
40.8 
Da questa espressione si può ricavare la quota di tangenza adiabatica nel modo seguente:


41.8 
Il confronto di questa espressione con la 23.8 mostra che la quota di tangenza adiabatica è più alta rispetto a quella isotermica ideale, perché il numeratore della 41.8 è più alto in quanto la base della potenza è minore dellunità e lesponente è maggiore.
Effetto dellirraggiamento solare sullascesa dellaerostato
Quanto detto finora non ha tenuto conto delleffetto del riscaldamento solare sul gas di riempimento. Tale effetto si traduce nella realtà in unulteriore espansione del gas che, pertanto, esercita una spinta aggiuntiva, denominata spinta libera, di cui bisogna valutarne lentità. Riferendoci, per comodità, ad una ascensione dellaerostato in condizioni ideali ed applicando la legge dei gas perfetti alle quote generica e di riempimento rispettivamente, si ottiene:
per
laria
42.8 ![]()
per il
gas
43.8 ![]()
Dalla 42.8 si ricava:
![]()
44.8 ![]()
Con analogo procedimento dalla 43.8 discende:
![]()
45.8 ![]()
Dividendo tra loro le espressioni 44.8 ed 45.8 ed imponendo le condizioni ideali di ascensione (isobaria ed isotermia alla sola quota di riempimento), si ricava che alla generica quota:
![]()
46.8 ![]()
Poiché dalla quota di riempimento in poi lirraggiamento solare
produce una variazione
di temperatura del gas,
dalla 46.8 discende:
![]()
![]()
Come può notarsi leffetto solare provoca un incremento del rapporto dei pesi specifici tra la quota di riempimento in poi che si traduce in un aumento sia della spinta che della quota di tangenza. Infatti, per la spinta alla generica quota, nellipotesi che il gas occupi lintero volume dellinvolucro :
senza
irraggiamento solare
48.8 ![]()
con
irraggiamento solare
49.8 ![]()
Dal confronto di queste due equazioni si nota che, essendo
,
; la spinta
libera sarà allora valutabile nel modo seguente:
50.8 
Per effetto di questa ulteriore spinta del gas, la quota di tangenza subisce un incremento. La nuova tangenza ideale si troverà alla quota:
51.8 
che è superiore a quella espressa dalla 23.8.
Anche la quota di pienezza risente dellirraggiamento solare in quanto il gas espandendosi più velocemente impiegherà un tempo inferiore e quindi un minore intervallo di quota per occupare lintero volume dellinvolucro.
Infatti, dalla 47.8 scritta nella forma:
![]()
può essere ricavato, alla quota di pienezza:
52.8 
Introducendo in questa relazione la 11.8, si ottiene:
53.8 
dalla quale, la quota di pienezza in presenza di irraggiamento solare vale:


54.8 
Questa espressione, tenuto conto che il suo numeratore è più piccolo di quello della 13.8, fornisce una quota di pienezza, con irraggiamento solare, inferiore rispetto a quello isotermico ideale e giustifica lasserto precedente.