Un corpo isolato che presenta elettroni in eccesso è sede di una carica negativa; se, al contrario, presenta elettroni in difetto è sede di una carica positiva.
Lunità di misura della carica elettrica è il Coulomb
, corrispondente alla carica di
elettroni.
Prendiamo ora in esame due corpi puntiformi, aventi rispettivamente carica
elettrica
e
, separati dalla distanza
.
Le due cariche possono avere segno uguale od opposto; se i segni sono opposti le cariche
sono soggette ad una forza attrattiva, se i segni sono uguali ad una forza repulsiva.
Per il principio di azione e reazione, agisce su ciascuna carica una forza; esse sono identiche in modulo e direzione ma hanno diverso verso.
La misura di tali forze costituisce la base per lo studio dellelettrostatica.
Misurando le forze agenti sulle cariche
e
, al variare delle cariche e della distanza, risulta
che la forza è direttamente proporzionale al prodotto alle cariche e inversamente
proporzionale al quadrato della distanza. Quanto detto costituisce la nota legge di
Coulomb, espressa dalla
relazione:
1.2 ![]()
dove le cariche sono espresse in Coulomb, la distanza in metri
e la forza in Newton. La costante di proporzionalità
assume il valore:
2.2 
Dalla
legge di Coulomb si ricava che due cariche unitarie poste alla distanza di un
metro, si scambiano una forza pari a
, cioè
circa un milione di tonnellate; questo fa capire quanto sia grande lunità di
carica, della quale si usano solitamente i sottomultipli. Solamente fenomeni imponenti,
quali i fulmini, interessano cariche di qualche decina di Coulomb.
Normalmente si esprime
in una
forma diversa, introducendo la costante dielettrica del
vuoto
, ponendo:
3.2 ![]()
La costante
, di conseguenza, assume il valore:
4.2 
In base a questo valore di
, la legge di Coulomb assume così la forma:
5.2 ![]()
La legge di Coulomb è simile alla legge di Newton, che riguarda la forza gravitazionale tra due masse, ma differisce da essa perché:
le forze gravitazionali sono sempre attrattive, mentre quelle elettriche
possono essere sia
attrattive che repulsive;
le forze
elettriche possono essere immensamente maggiori di quelle gravitazionali.
A questo punto è lecito chiedersi: come mai i protoni, cariche positive, essendo così vicini tra loro non si respingono violentemente? La spiegazione sta nel fatto che al livello atomico interviene un nuovo tipo di forza, detta forza forte, che esercita unattrazione enormemente superiore alla repulsione elettrostatica. La forza forte, al crescere della distanza, si attenua molto più rapidamente di quella coulombiana, diventando molto presto trascurabile.
Per analizzare ulteriormente la legge di Coulomb misuriamo la forza
esercitata su una carica
, positiva, posta in
un punto
qualsiasi dello
spazio, a distanza
da unaltra carica
, supposta fissa.
Il modulo di tale forza, secondo la legge di Coulomb, vale:
6.2 ![]()
Modificando il valore di
, il
modulo della forza cambia proporzionalmente, ma si conservano inalterati la direzione ed
il verso. Si rileva, inoltre, che pur variando carica e forza rimane costante il rapporto
fra la forza e la carica denominato, intensità
del campo elettrico nel punto
, che vale:
7.2 ![]()
Si definisce vettore campo elettrico
nel punto
, il vettore avente modulo
e
direzione e verso coincidenti con quelli di
.
Seguendo questo procedimento è possibile associare un vettore
a ciascun punto della regione dello spazio che
circonda la carica
.
Lintera mappa dei vettori
è detta campo
elettrico di
. Da
quanto detto si ricava che tutti i vettori
,
intorno a
, hanno
direzione radiale; sono diretti verso
se questa è negativa, mentre sono diretti verso
lesterno se
è
positiva.

Fig. 1.2 Campo elettrico di una carica ![]()
Si assegna il nome di condensatore ad un sistema formato da due corpi metallici isolati tra loro, fra i quali è possibile stabilire un campo elettrico.
I due corpi metallici, che possono essere lamine o nastri, sono denominati armature. Per stabilire il campo elettrico fra le armature è sufficiente collegarle con un generatore di tensione, come mostra la fig. 2.2:
Fig. 2.2 Condensatore
Il generatore sottrae elettroni allarmatura collegata al polo
positivo per portarli allarmatura collegata al polo negativo. Il risultato finale
è, dunque, che larmatura
porta distribuita sulla sua faccia interna una quantità di carica
positiva
, mentre sullarmatura
si troverà, per
lequilibrio, una carica negativa
. Nello
spazio compreso fra le due armature nasce un campo elettrico
le cui linee di forza sono rettilinee ed uniformemente distribuite,
salvo in prossimità dei bordi ove si presentano curve. Lintensità del campo
elettrico si può determinare nel modo seguente:
8.2 ![]()
dove
è la distanza tra le
armature e
la tensione
applicata.
Si diceva precedentemente che per separare le cariche sulle armature, esse devono essere tenute separate mediante un materiale non conduttore, che è chiamato dielettrico. Esaminiamo ora il comportamento del dielettrico sotto lazione del campo elettrico. Essendo il dielettrico, in quanto isolante, privo di elettroni di conduzione o di altre cariche libere, non può verificarsi il fenomeno dellindizione elettrostatica, cioè spostamento di cariche in seno alla massa, ma si verifica la polarizzazione dielettrica, fig. 3.2. Lazione del campo elettrico, cioè, provoca la deformazione degli atomi, nel senso che i nuclei risultano decentrati e il decentramento è tanto più marcato quanto più forte è il campo elettrico.

Fig. 3.2 Dipolo elettrico
Il risultato pratico della deformazione subita dallatomo è che esso non appare più elettricamente neutro, venendosi a comportare come un minuscolo dipolo elettrico. Pertanto il dielettrico polarizzato può essere schematizzato come un insieme di minuscoli dipoli elettrici orientati secondo le linee di forza del campo elettrico.
Le proprietà dielettriche di un qualsiasi materiale, sono espresse dalla costante
dielettrica
, chiamata anche permettività.
Anche il vuoto ha una costante dielettrica, indicata con
, il cui valore è il più
basso fra tutte le sostanze ed è rigorosamente costante e pari a
. Ciò permette di esprimere la costante dielettrica di qualsiasi
sostanza in funzione di quella del vuoto:
9.2 ![]()
dove
è la costante
dielettrica assoluta ed
quella relativa.
Un dielettrico, come già accennato, si polarizza se sottoposto a campo elettrico, con intensità che è direttamente proporzionale a quella del campo elettrico. Potrebbe sembrare, quindi, che sia possibile spingere la polarizzazione a valori sempre più alti aumentando lintensità del campo elettrico agente. Purtroppo ciò non è vero perché, arrivati ad un certo valore dellintensità del campo elettrico, il materiale dielettrico perde le sue caratteristiche isolanti e diventa conduttore. La trasformazione avviene con una scarica elettrica molto violenta, con effetti termici e luminosi notevolmente intensi che possono portare anche alla distruzione del materiale. Il valore massimo dellintensità del campo elettrico che un dielettrico può sopportare, prima di perdere le sue capacità isolanti, è denominata rigidità dielettrica.
E chiaro, quindi, che un materiale isolante, oltre che una resistività elevata deve avere anche una elevata rigidità dielettrica, perché possa essere veramente utile.
Si definisce capacità di un condensatore, la quantità di cariche che può immagazzinare, per unità di tensione applicata alle sue armature.
10.2 ![]()
Lunità di misura della capacità è il Farad
; si ha la capacità di un Farad se,
applicando la tensione di un Volt alle armature, si immagazzina la carica di un Coulomb.
Da notare che un Farad rappresenta una capacità molto grande, per
tale motivo sono ricorrenti i suoi sottomultipli, come il microfarad
che è ancora un valore abbastanza grande, il nanofarad
per le capacità intermedie e il picofarad
per le capacità molto piccole.
La capacità, delle più frequenti disposizioni di conduttori, è la seguente:
Piastre piane e parallele, fig. 4.2.

11.2 ![]()
= Costante dielettrica
dellisolante interposto tra le piastre.
Conduttore, rispetto ad una superficie piana, fig. 5.2.
Fig. 5.2 Condensatore
formato da un conduttore ed una superficie piana
12.2 
= Costante dielettrica
dellisolante interposto tra il conduttore e la superficie.
Due conduttori paralleli, fig. 6.2.
Fig. 6.2 Condensatore
formato tra due conduttori paralleli.
13.2 
= Costante dielettrica
dellisolante interposto tra i due conduttori.
Due conduttori coassiali, fig. 7.2.
Fig. 7.2 Condensatore formato da conduttori coassiali
14.2 
= Costante dielettrica
dellisolante interposto tra i due conduttori coassiali.
I condensatori possono essere inseriti nei circuiti elettrici singolarmente, oppure a gruppi collegati tra loro in serie o in parallelo. Lo scopo è illustrato da quanto sarà detto in seguito.
Collegamento in parallelo dei condensatori
Per definizione, due o più condensatori sono collegati in parallelo quando sono tutti sottoposti alla stessa tensione elettrica, fig. 8.2.
Fig. 8.2 Parallelo di condensatori
Come può notarsi dalla fig. 8.2, ogni condensatore assorbe una carica:
15.2 ![]()
La carica totale, assorbita da tutti i condensatori, sarà:
16.2 
Da questultima relazione può notarsi che linsieme degli
condensatori in parallelo manifesterà una capacità
equivalente pari a:
17.2 
Collegamento in serie dei condensatori
Due o più condensatori si diranno collegati in serie quando sulle loro armature si dislocherà la stessa quantità di carica elettrica, fig. 9.2.
Fig. 9.2 Condensatori collegati in serie
Dalla fig. 9.2 può notarsi che ogni condensatore sarà sottoposto ad una tensione:
18.2 ![]()
La tensione totale cui è sottoposta la serie di condensatori, sarà:
19.2 
dalla quale si deduce che:
20.2 
In conclusione, la capacità equivalente di una serie di
condensatori è:
21.2
Energia accumulata dai condensatori
Affinché un condensatore possa caricarsi è necessario che un certo
numero di elettroni sia sottratto ad unarmatura e portato sullaltra. Ciò può
avvenire se il generatore compie un lavoro, cioè fornisce al condensatore unenergia
, esprimibile nel modo seguente:
22.2
La tensione allinizio della carica vale zero ed alla fine
, il valore medio sarà:
23.2 ![]()
Lenergia accumulata dal condensatore, quindi, può essere espressa dalla relazione:
24.2 ![]()
Ricordando lespressione 10.2, della capacità del condensatore, lenergia può anche essere ottenuta utilizzando la relazione:
25.2 ![]()
Lenergia espressa dalla 25.2, accumulata nella fase di carica, verrà restituita dal condensatore in quella di scarica.