Si esaminerà ora il comportamento dei circuiti elettrici in corrente alternata. Cominciamo col distinguere i circuiti in monofase e trifase.
Sintende per circuito monofase un circuito alimentato da una sola tensione alternata. In tali condizioni sarà unica anche la corrente alternata totale circolante. Gli elementi elettrici costituenti un circuito monofase sono: generatori, resistori, induttori e condensatori. Questi ultimi possono essere presenti singolarmente oppure combinati tra loro e collegati in serie o parallelo. Lesame di un circuito monofase viene svolto prendendo in considerazione le relazioni che si stabiliscono tra tensioni e correnti o viceversa, a seconda che il circuito sia alimentato da un generatore di tensione o generatore di corrente sinusoidali.
Si accennava in precedenza ai componenti circuitali; vediamone ora più in dettaglio il comportamento. Le correnti e le tensioni compariranno con i loro valori efficaci, anziché massimi, come è duso in elettrotecnica.

Fig. 1.5 Circuito puramente resistivo (a): tensione e corrente nella rappresentazione istantanea (b) e vettoriale (c).
Se ad una resistenza
, fig. 1.5 (a), viene applicata una tensione sinusoidale di valore
istantaneo
, in essa circolerà una corrente
sinusoidale il cui valore istantaneo è dato da:
1.5
La corrente risulta in fase con la tensione, fig. 1.5 (b): si può pertanto affermare che anche il vettore corrente è in fase con il corrispondente vettore tensione. Si comprende quindi che:
nella rappresentazione vettoriale, fig. 1.5 (c), il vettore
, che indica la corrente circolante nella
resistenza, è sovrapposto al vettore
, che indica la tensione
applicata, la cui ampiezza si ottiene
con la legge di Ohm, come nei circuiti in
corrente continua:
2.5 ![]()
con la rappresentazione simbolica, risulta:
3.5 ![]()
Concludendo, la resistenza non determina alcuno sfasamento fra tensione e corrente.

Fig. 2.5 Circuito puramente induttivo (a): tensione e corrente nella rappresentazione istantanea (b) e vettoriale (c).
Data uninduttanza di valore
, fig. 2.5 (a), ai cui capi sia applicata una tensione sinusoidale di
valore istantaneo
, in essa scorrerà una
corrente ancora sinusoidale di valore istantaneo
che ha la stessa frequenza della tensione applicata, ma in ritardo
rispetto ad essa di
, fig. 2.5 (b), cioè si
presenta sfasata in ritardo di 90°. Precisamente, si può affermare che:
nella rappresentazione vettoriale, fig. 2.5 (c), la corrente è individuata da un
vettore
sfasato in
ritardo di 90° rispetto alla tensione
, la cui ampiezza è legata
alla tensione applicata dalla
relazione:
4.5 ![]()
con la notazione simbolica, poiché
deve
risultare di modulo
volte quello della tensione
applicata
ed in ritardo sulla stessa di 90°, ricordando il
significato dellunità immaginaria si può
scrivere:
5.5
La caduta di tensione ai capi di uninduttanza è, dunque, in
anticipo di 90° sulla corrente che lattraversa. Si noti che il prodotto fra la
pulsazione
e linduttanza
viene denominata reattanza induttiva o reattanza
magnetica ed indicato con
.
Uninduttanza di valore
(Henry), in regime
sinusoidale di pulsazione
(rad./s), presenta
una reattanza di valore:
6.5
ed è misurata in
.

Fig. 3.5 Circuito puramente capacitivo (a): tensione e corrente nella rappresentazione istantanea (b) e vettoriale (c).
Data una capacità di valore
, fig. 3.5 (a), ai cui capi sia applicata una tensione
sinusoidale di valore istantaneo
, in essa
scorrerà una corrente ancora sinusoidale di valore istantaneo
che ha la stessa frequenza della tensione applicata, ma in anticipo
rispetto ad essa di
, fig. 3.5 (b), cioè si
presenta sfasata in anticipo di 90°. Precisamente, risulta che:
nella rappresentazione vettoriale, fig. 3.5 (c), la corrente è individuata da un
vettore
sfasato in
anticipo di 90° rispetto alla tensione
, la cui ampiezza è legata
alla tensione applicata dalla
relazione:
7.5 
con la notazione simbolica, la relazione fra
e
verrà rappresentata dalla seguente relazione:
8.5
La caduta di tensione ai capi di una capacità è, dunque, in ritardo di
90° sulla corrente che lattraversa. Si noti come al termine
, che compare nella 7.5, venga dato il nome di reattanza
capacitiva ed indicato con
. Una capacità
di valore
(Farad), in
regime sinusoidale di pulsazione
(rad./s),
presenta una reattanza di valore:
9.5
ed è misurata in
. A proposito
del significato da attribuire alla corrente
che attraversa la capacità, è bene precisare che essa esiste, come corrente di
conduzione, solo nel circuito esterno al condensatore ed è dovuta al fatto che le
armature si devono caricare e scaricare periodicamente con legge sinusoidale. Sono appunto
tali variazioni di carica a dar luogo alla corrente
, espressa dalla relazione:
10.5
Sono stati esaminati in precedenza i casi di circuiti in corrente alternata costituiti da una sola resistenza, una sola induttanza e una sola capacità. E evidente che nella realtà questi casi sono alquanto rari; molto più frequentemente i componenti circuitali presenti sono più di uno e collegati tra loro in serie e/o parallelo.
Iniziamo col considerare uno dei circuiti più semplici, quello costituito
da una resistenza
in
serie a uninduttanza
, alimentato da una
tensione sinusoidale di valore efficace
, fig. 4.5 (a).

Fig. 4.5 Circuito ohmico-induttivo (a): tensione e corrente nella rappresentazione istantanea (b) e vettoriale (c).
La corrente che circola nel circuito risulta avere la seguente intensità :
11.5 
e si presenta sfasata, rispetto alla tensione applicata, di un angolo
tale che:
12.5 ![]()

Fig. 5.5 Costruzione vettoriale della caduta di tensione in un circuito ohmico-induttivo.
I risultati riportati sopra si possono agevolmente ricavare osservando
quanto segue. La corrente
, circolando nella
resistenza vi determina una caduta di tensione
in fase con la corrente stessa, mentre circolando
nellinduttanza vi determina una caduta di tensione
in quadratura anticipo con la corrente. Tutto ciò appare chiaramente
nella costruzione vettoriale di fig. 5.5. A questo punto è sufficiente osservare che la
somma delle due cadute di tensione deve dare la tensione applicata al circuito.
Daltronde, tale somma non può che essere vettoriale in quanto i termini di
detta somma sono rappresentati da vettori, per cui si ha:
13.5
che rappresenta la legge di Ohm, in forma vettoriale, per il circuito assegnato. Lintensità della tensione può essere ricavata come segue:
14.5
Lintensità della corrente ha, perciò, la seguente espressione:
15.5 
Anche lo sfasamento può essere ricavato dalla costruzione vettoriale di fig. 5.5:
16.5 ![]()
E il caso di osservare ancora che lespressione al denominatore
della 15.5 viene solitamente definita impedenza ed indicata col simbolo
. Limpedenza di un
circuito
serie è, dunque, espressa dalla
seguente formula:
17.5 ![]()
per cui la 14.5 può essere scritta, più concisamente, come segue:
18.5
Occorre precisare che limpedenza è una grandezza individuata non
solo da un modulo, ma anche da un argomento, cioè è una grandezza che, in maniera
concisa e completa, deve essere rappresentata in forma simbolica, cosicché la parte reale
è la resistenza
e
quella immaginaria la reattanza
.
Quando il circuito è costituito da una resistenza
in serie con una capacità
, fig. 6.5 (a):

Fig. 6.5 Circuito ohmico-capacitivo (a): tensione e corrente nella rappresentazione istantanea (b) e vettoriale (c).
la corrente presenta la seguente intensità:
19.5 
mentre il suo sfasamento, in anticipo sulla tensione, è ricavabile tramite la formula:
20.5

Fig. 7.5 Costruzione vettoriale della caduta di tensione in un circuito ohmico-capacitivo.
Infatti, per il circuito
serie
vale la costruzione vettoriale di fig. 7.5: la caduta di tensione
risulta in fase con la corrente, mentre la
caduta di tensione nella capacità
si presenta
in quadratura ritardo rispetto alla corrente. La tensione
, somma vettoriale delle due cadute di tensione
indicate sopra, risulta perciò avere il seguente valore:
21.5
Limpedenza
del circuito, in questo caso, ha la seguente espressione:
22.5
Il circuito può presentarsi anche con tutti e tre i componenti
in serie, come in fig. 8.5 (a).
In questo caso, per costruire il diagramma vettoriale, basta osservare che la caduta di tensione nella resistenza è in fase con la corrente, mentre quelle nellinduttanza e capacità risultano in quadratura rispettivamente in anticipo ed in ritardo. Si giustifica così la costruzione vettoriale di fig. 8.5 (b), dalla quale si deduce che:
23.5
Naturalmente limpedenza del circuito assume la seguente espressione:
24.5 
Si tenga presente che il termine:
25.5 ![]()
viene denominato reattanza totale del circuito. La reattanza totale
di un circuito risulta dunque positiva se prevale la reattanza induttiva, viceversa è
negativa quando prevale quella capacitiva. La condizione
, cioè reattanza induttiva numericamente uguale
a quella capacitiva, porta evidentemente la corrente in fase con la tensione, in quanto a
limitare la corrente nel circuito rimane effettivamente la sola resistenza. Questo caso
particolare di funzionamento del circuito
serie prende il nome di risonanza serie. In risonanza serie, dunque,
limpedenza del circuito presenta il valore minimo: pertanto, la corrente
raggiungerà la massima intensità, cosicché la caduta di tensione ai capi dei due
elementi reattivi potrà assumere un valore notevole, denominata sovratensione di
risonanza. Per quanto riguarda lo sfasamento
della corrente di un circuito
serie, fig. 8.5 (b), si potrà ricorrere alla seguente espressione:
26.5 
Vogliamo, da ultimo, fare notare che un circuito potrebbe essere
costituito da più impedenze in serie,
. In
questo caso per calcolare la corrente basta fare riferimento allespressione:
27.5 ![]()
in cui
è limpedenza totale del circuito, calcolabile come segue:
28.5 ![]()
mentre per langolo di sfasamento si può ricorrere allespressione trigonometrica:
29.5 ![]()
Va osservato che
rappresenta la
reattanza dellimpedenza
, quindi vale
se limpedenza è induttiva,
se capacitiva e
se mista; la stessa cosa per le altre reattanze
. Volendo ricavare la legge di Ohm per il circuito, si ricordi che la
forma di detta legge è sempre quella vettoriale. Occorre, perciò, scrivere:
30.5 ![]()
perché le cadute di tensione nelle varie impedenze si sommano vettorialmente per equilibrare la tensione applicata al circuito.
Quando un circuito è costituito da più rami in parallelo, poiché essi
risultano sottoposti alla stessa tensione, conviene assumere questa come grandezza di
riferimento, così come nei circuiti serie è stata presa la corrente. Per la costruzione
del diagramma vettoriale si può procedere come segue: posto il vettore tensione
orizzontalmente si portano
successivamente i vettori rappresentanti le correnti dei vari rami in parallelo. La
corrente assorbita dal circuito viene ottenuta eseguendo la somma vettoriale delle
correnti nei singoli rami. Infatti, nel caso in esame, il primo principio di Kirchhoff, nella forma
vettoriale, applicato ad un nodo porta a scrivere:
31.5 ![]()
La potenza elettrica assorbita da un carico in un circuito in corrente alternata, è data dal prodotto della tensione per la corrente. Poiché sia la tensione che la corrente sono variabili nel tempo, anche la potenza sarà variabile. Nella pratica non interessano i valori istantanei ma il suo valore medio. Il valore medio della potenza di una corrente, comunque sfasata rispetto alla tensione, è data dal prodotto della tensione, della corrente e del coseno dellangolo di sfasamento, come esprime la seguente relazione:
32.5 ![]()
In questa espressione il termine
prende il nome di fattore di potenza; esso ha la caratteristica di essere:
positivo sia per corrente in ritardo che in anticipo;
uguale ad uno quando la corrente è in fase con la tensione;
sempre inferiore ad uno, in tutti gli altri casi.
La potenza, quindi, sarà massima quando corrente e tensione risulteranno in fase, circuito esclusivamente ohmico, sarà nulla invece quando la corrente e la tensione risulteranno in quadratura, circuito esclusivamente reattivo. La potenza media appena definita viene chiamata potenza attiva, per distinguerla da altre due forme di potenza: reattiva e apparente.
La Potenza attiva o reale rappresenta lenergia che in un intervallo di tempo
viene effettivamente
trasferita dal generatore
allutilizzatore e trasformata in altra forma; viene misurata in Watt.
La Potenza reattiva è lenergia che alternativamente si scambiano il campo
elettrico o magnetico
della reattanza con il resto del circuito,
senza essere trasformata in altra forma di energia. Essa,
quindi, non è fisicamente una potenza; viene
misurata in volt ampere reattivi
ed
espressa
dalla relazione:
33.5 ![]()
La Potenza apparente rappresenta la potenza in base alla quale devono essere
progettate sia le
linee di distribuzione che le macchine
elettriche, le quali devono sopportare sia la tensione che la
corrente. Anchessa, come quella
reattiva, non è effettivamente una potenza, è misurata in volt
ampere
e ricavata con lespressione:
34.5 ![]()
Da una più attenta analisi della Potenza attiva risulta evidente
limportanza del fattore di potenza
.
E evidente, quindi, la convenienza, da parte dei produttori di energia elettrica, di
alimentare carichi la cui potenza apparente sia il più possibile prossima a quella
attiva, in modo da non essere costretti a sovradimensionare o sovraccaricare i propri
impianti, a fronte della stessa energia attiva erogata e fatta pagare all'utente.
Lideale sarebbe che tutti gli utilizzatori fossero costituiti da resistori, invece
la gran parte sono motori che equivalgono ad impedenze ohmico-induttive.
La potenza attiva assorbita da un motore viene trasformata in potenza meccanica in massima parte e la rimanente in calore.
La potenza reattiva è necessaria per generare i campi magnetici operanti
allinterno del motore e può assumere valori rilevanti; essa non viene misurata
dagli strumenti ma costituisce comunque un onere per il produttore i cui impianti vengono
maggiormente impegnati. Per ridurre la potenza reattiva richiesta alla rete di
distribuzione si ricorre al rifasamento. Il procedimento consiste
nellaumentare il più possibile il fattore di potenza
. Poiché gli utilizzatori circuitali che provocano lo sfasamento tra corrente
e tensione sono le reattanze induttive, che ritardano la corrente rispetto alla tensione,
si ricorre per il rifasamento ai condensatori, che hanno effetto opposto rispetto
alle induttanze, cioè anticipano la corrente rispetto alla tensione. Dimensionando
opportunamente il condensatore o la batteria di condensatori, quindi, è possibile
aumentare il più possibile la componente attiva della corrente a scapito di quella
reattiva.
Per sistema polifase sintende un complesso costituito da generatori di tensione o di corrente alternata, che lavorano alla stessa frequenza ma con tensioni sfasate di un angolo costante fra loro. La ragione che ha portato alla scelta generalizzata dei sistemi polifase negli impianti di potenza, va cercata nella loro maggiore convenienza tecnica ed economica rispetto ad un sistema monofase: il sistema polifase permette, infatti, un migliore sfruttamento dei generatori, delle linee di distribuzione e dei motori, i quali, a parità di dimensioni, possono produrre, distribuire ed utilizzare una potenza maggiore.
Fra tutti i sistemi polifase possibili, quello di frequente utilizzato è il trifase. Esso viene generato da un alternatore trifase, che in ununica macchina raggruppa tre avvolgimenti identici tra loro ma sfasati di 120°, Fig. 9.5. La rotazione a velocità costante dellinduttore, quindi del campo magnetico da esso prodotto, permette la nascita negli avvolgimenti, in quanto investiti da un campo magnetico variabile nel tempo, di forze elettromotrici isofrequenziali ma sfasate di 120° tra loro.
Il collegamento tra le fasi di un dispositivo trifase, sia generatore che utilizzatore, può essere a stella, con o senza neutro, oppure a triangolo. Le tre impedenze di carico del sistema trifase possono o meno essere uguali: nel primo caso il carico è detto equilibrato mentre nel secondo squilibrato.
Fig. 9.5 Alternatore trifase.