Latmosfera attuale è il risultato di 4,5 miliardi di anni di evoluzione. Nella fase iniziale essa era probabilmente composta esclusivamente da emissioni vulcaniche, che oggi sono perlopiù costituite da un miscuglio di vapore acqueo, anidride carbonica, diossido di zolfo e idrogeno, e praticamente prive di ossigeno. Nellipotesi che la composizione dei gas emessi dai vulcani sia effettivamente quella che caratterizzava latmosfera primordiale, è naturale pensare che nel corso di migliaia di anni si siano verificati vari processi che hanno agito per portare alla struttura attuale. Uno di questi processi fu probabilmente la condensazione; il raffreddamento del vapore acqueo di origine vulcanica e la conseguente condensazione determinarono forse la formazione delle superfici oceaniche primordiali. Trasformazioni fisiche di questo tipo furono sicuramente accompagnate da varie reazioni chimiche che diedero luogo alla formazione dei composti attualmente presenti nei gas atmosferici e sulla superficie terrestre. Una parte dellanidride carbonica reagì quasi certamente con le rocce della crosta terrestre, formando i diversi carbonati e unaltra parte si disciolse negli oceani. Solo in un secondo tempo, lo sviluppo di forme viventi primitive in grado di effettuare la fotosintesi e di nuovi organismi marini determinò la produzione di quantità rilevanti di ossigeno. Si ritiene che quasi tutto lossigeno libero presente nellatmosfera attuale abbia avuto origine per combinazione fotosintetica dellanidride carbonica con lacqua. Il contenuto di ossigeno dellatmosfera e degli oceani, che circa 570 milioni di anni fa poteva garantire la respirazione dei soli organismi marini, crebbe fino a permettere, circa 400 milioni di anni fa, levoluzione degli animali di terraferma.
La percentuale di vapore acqueo nellaria, che varia notevolmente a seconda della temperatura, viene indicata per mezzo dellumidità relativa. Con il 100% di umidità relativa, il contenuto di vapore acqueo varia tra 190 parti per milione (ppm) alla temperatura di -40 °C e 42.000 ppm a 30 °C. Piccole quantità di altri gas, come lammoniaca, il solfuro di idrogeno, gli ossidi e i solfuri di azoto, sono temporaneamente presenti nellatmosfera, soprattutto in prossimità dei vulcani, e giungono al suolo trasportati da pioggia e neve. Il contenuto di ossidi e di altri agenti inquinanti che vengono immessi nellatmosfera dagli scarichi industriali e dai motori delle automobili costituisce oggi un grave problema a causa degli effetti dannosi che possono manifestarsi sullambiente (ad esempio, piogge acide). Inoltre, esiste un'elevata probabilità che laumento dellanidride carbonica atmosferica, determinato dallo sviluppo industriale e dalluso di ingenti quantità di combustibile, possa modificare il clima terrestre, dando luogo a un processo oggi noto come effetto serra.
Preoccupante è anche il netto aumento del metano atmosferico, dal momento che dal 1978 a oggi si è registrata una crescita del livello di questo gas pari a circa l11%. Oltre ad accrescere lentità delleffetto serra, il metano riduce il volume del gruppo ossidrile, peggiorando la capacità dellatmosfera di purificarsi da sola dagli agenti inquinanti.
Lanalisi dei campioni daria mostra che fino a circa 100 km di quota la composizione dellatmosfera è sostanzialmente uguale a quella che si rileva al livello del mare; ciò significa che il continuo mescolamento prodotto dalle correnti atmosferiche contrasta la tendenza dei gas pesanti a collocarsi sotto quelli leggeri. Lozono, una forma allotropica dellossigeno composta da molecole triatomiche, è presente normalmente in concentrazioni ridotte nella bassa atmosfera, mentre è contenuto in quantità sensibilmente maggiori nello strato compreso fra i 30 e i 50 km di quota, dove rappresenta lo 0,001 in volume. I movimenti dellatmosfera e le precipitazioni trasportano sulla superficie terrestre una percentuale variabile di ozono; notevoli quantità sono inoltre prodotte dagli scarichi dei motori a combustione interna e dalle centrali termoelettriche: come conseguenza di ciò, nel corso degli ultimi trentanni il livello di questo gas al suolo è circa raddoppiato, con conseguenti rischi per la vegetazione e per la salute; sembra infatti che una percentuale elevata di ozono possa infatti provocare linsorgere di difficoltà respiratorie, bronchiti e attacchi dasma.
Lo strato di ozono divenne oggetto di discussione allinizio degli anni Settanta, quando fu dimostrato che i cloro-fluorocarburi (CFC), o cloro-fluorometani, potevano danneggiarne seriamente lintegrità. Questi composti, utilizzati come gas refrigeranti e come propellenti nelle bombolette spray e quindi liberati in grandi quantità nellatmosfera, possono attaccare chimicamente lozono atmosferico, che protegge la superficie terrestre dalla radiazione ultravioletta proveniente dal Sole. Per ridurre lentità del problema, le aziende dei paesi industrializzati hanno sostituito i cluoro-fluorocarburi in quasi tutti i loro usi. Gli studi sullatmosfera non hanno ancora raggiunto risultati definitivi riguardo allattuale minaccia che le attività umane rappresentano per lo strato di ozono, e largomento rimane a tuttoggi un campo di discussione aperto.
Latmosfera può essere divisa in vari strati. Lo strato più basso, la troposfera, si estende fino a circa 15 km di quota nelle regioni tropicali, e fino a circa 10 km alle latitudini temperate, ed è caratterizzato da una diminuzione costante della temperatura che decresce con laltezza di circa 5,5 °C ogni chilometro; la troposfera è la zona in cui si forma la maggior parte delle nuvole. Al di sopra della troposfera si trova la stratosfera; in questa regione la temperatura è praticamente costante, aumentando leggermente con laltezza in particolar modo nelle regioni tropicali. Allinterno dello strato di ozono la temperatura cresce più rapidamente, e al limite superiore della stratosfera, circa 50 km sopra il livello del mare, raggiunge valori prossimi a quelli registrati sulla superficie terrestre. Lo strato compreso tra 50 e 80 km di quota, detto mesosfera, è caratterizzato da una marcata diminuzione di temperatura con la quota.Lo studio della propagazione e della riflessione delle onde radio ha mostrato che, a partire da circa 80 km di quota, la radiazione ultravioletta, i raggi X e i fasci di elettroni provenienti dal Sole, hanno un effetto ionizzante sui gas che costituiscono i vari strati dellatmosfera, aumentandone la conducibilità elettrica e la capacità di riflessione di onde radio di determinata lunghezza donda. A causa della concentrazione relativamente alta degli ioni nellaria, questo strato, che si estende fino a circa 640 km di altezza, è detto ionosfera. Tuttavia, con riferimento alle elevate temperature che vi si registrano (fino a circa 1200 °C alla quota di 400 km), la stessa regione viene talvolta indicata come termosfera. La zona situata al di sopra alla ionosfera è detta esosfera, e si estende fino a circa 9600 km di altezza, dove si trova il limite dellatmosfera.
La densità dellaria secca al livello del mare è circa 1/800 della densità dellacqua, ma salendo di quota essa diminuisce rapidamente, in modo direttamente proporzionale alla pressione e inversamente alla temperatura. La pressione atmosferica normale a livello del mare, misurata per mezzo di precisi barometri, è circa di 760 torr, cioè 760 mm di mercurio (1 torr equivale alla pressione esercitata da una colonna di mercurio alta 1 mm), ma allaumentare della quota diminuisce rapidamente, dimezzandosi ogni 5,6 km circa; a 80 km essa è approssimativamente uguale a 0,007 torr. Questo significa che la metà dellintero contenuto daria dellatmosfera si trova al di sotto dei 6 km di quota.
La troposfera e la maggior parte della stratosfera possono essere esplorate direttamente per mezzo di palloni sonda equipaggiati con sofisticati strumenti di misurazione della pressione e della temperatura dellaria e con radiotrasmettitori per inviare i dati a una stazione ricevente a terra. Razzi, con a bordo strumenti meteorologici, hanno esplorato latmosfera fino a circa 400 km di altezza. Lo studio della forma e dello spettro delle aurore polari fornisce informazioni sullatmosfera fino a 800 km.