Generalità

Mezzo aereo più pesante dell’aria, che deve la sua portanza non ad ali fisse, come quelle degli aerei convenzionali, ma a un’elica a due o più pale, detta rotore, imperniata su un asse verticale fissato sul centro di gravità, o baricentro, della macchina: in pratica l’elicottero vola appeso a un’elica che ruota su un piano orizzontale. Un elicottero può decollare e atterrare verticalmente, restare fermo in aria (nel linguaggio tecnico si parla di hovering o "sostentazione a punto fisso") e muoversi in ogni direzione, in avanti, all’indietro, lateralmente.

Agusta A109 MIl rotore di un elicottero di solito è costituito da due o più eliche che si dipartono radialmente da un asse verticale ed è azionato da un motore a scoppio o, nei modelli più recenti, a turbina. Un dispositivo di cambio o riduttore fa ruotare le eliche a poche centinaia di giri al minuto, quindi a una velocità nettamente minore rispetto a quella del motore. Un’importante caratteristica del progetto di un elicottero è lo sviluppo di congegni concepiti per contrastare il movimento torcente, o coppia, che si produce quando la direzione di moto del rotore tende a far ruotare la fusoliera nel verso opposto. La forma più comune di apparato anticoppia consiste in una piccola elica (elica anticoppia) montata su un asse orizzontale sulla coda della fusoliera, che produce una forza uguale e contraria a quella che provocherebbe la rotazione della macchina. L’elica anticoppia non è necessaria nei tipi di elicottero a due rotori, che girano in senso opposto, oppure negli elicotteri con rotore a reazione, mossi dai getti d’aria eiettanti alle estremità delle pale dell’elica.

Per alzarsi in volo al momento del decollo o discendere verticalmente durante l’atterraggio, il pilota di un elicottero deve aumentare o ridurre la potenza che il motore fornisce al rotore principale e quindi aumentare o diminuire la velocità di rotazione delle pale dell’elica. A controllare le varie forze che durante il volo potrebbero creare instabilità provvedono accorgimenti come gli impennaggi orizzontali di coda e soprattutto i comandi che consentono di variare il calettamento, cioè l’angolo che le pale del rotore formano con l’asse di rotazione. Il pilota di un elicottero, agendo sulla barra che comanda il cosiddetto passo ciclico, può inoltre inclinare il disco del rotore, e quindi variare la trazione da esso fornita, in avanti, indietro o lateralmente. Inoltre ha la possibilità di regolare il passo delle pale, cioè l’angolo esistente al punto di unione tra il piano della pala e l’asse di rotazione; ciò gli consente anche di effettuare discese in autorotazione una volta disinnescata la trasmissione tra motore e rotore, posandosi dolcemente a terra anche in caso di avaria del motore.

Conosciuto da Archimede e nell’antica Cina, il principio secondo cui la rotazione di una superficie portante elicoidale può far sollevare in volo un oggetto pesante ha trovato applicazione in una macchina volante disegnata alla fine del XV secolo da Leonardo da Vinci. Nel 1784 i francesi Lannoy e Bienvenue realizzarono un giocattolo a molla, simile a quelli conosciuti dai cinesi, ed esperienze analoghe furono compiute alla fine del secolo scorso dal francese Renard e dall’italiano Enrico Forlanini. Nel 1906 il francese Paul Cornu riuscì a far alzare a Lisieux un prototipo con un uomo a bordo, impresa replicata l’anno successivo da Luois Breguet e dal professor Richet. Nel 1930, dopo i progressi compiuti in Europa da Raoul Pescara, Etienne Oehmichen, Jacob Christian Ellehammer, e dagli statunitensi Emile e Henry Berliner e George de Bothezat, l’italiano Corradino D’Ascanio stabilì una serie di primati con un elicottero da lui ideato, aprendo la strada al primo elicottero moderno, il Focke-Wulf tedesco pilotato dall’aviatrice Anna Reitsch. Dopo il 1939 i maggiori progressi furono ottenuti dall’ingegnere russo Igor I. Sikorsky, con i modelli VS-300 e XR-4, che nel maggio 1942 percorsero i 1225 km che separano Stratford, Connecticut e Dayton, Ohio. Nel 1967 due elicotteri Sikorsky HH-3 volarono da New York a Parigi rifornendosi in volo.

Agusta AB206L’elicottero è il mezzo di trasporto ideale su brevi distanze: è infatti estremamente maneggevole e può decollare e atterrare in spazi ridotti, anche al di fuori di un vero e proprio eliporto destinato a questo scopo. Viene utilizzato abitualmente per il controllo del territorio dall’alto, sia in città sia in località isolate, per operazioni di soccorso come il recupero di feriti o di naufraghi, per effettuare lavori in luoghi altrimenti inaccessibili, per disinfestazioni agricole, per la messa in opera di piloni per le linee elettriche o di oleodotti, per lo spegnimento di incendi o per il collegamento con piattaforme petrolifere.

Agusta A109MGli elicotteri militari, sia quelli armati con razzi, pezzi d’artiglieria e mitragliatrici pesanti, progettati per il controllo del territorio e gli attacchi al nemico dall’alto, sia quelli destinati agli attacchi contro i mezzi corazzati o i sommergibili, sia quelli di maggiori dimensioni per il trasporto di truppe e materiali bellici, hanno provocato rivoluzionari mutamenti nella pianificazione delle operazioni sul teatro di guerra. Tuttavia, data la loro vulnerabilità agli attacchi degli aerei nemici, è indispensabile ottenere l’assoluto controllo dei cieli per poterli utilizzare efficacemente.

Sotto l’aspetto economico, una ancora più ampia diffusione degli elicotteri come mezzo di trasporto è ostacolata dalla velocità operativa relativamente bassa, circa 320 km/h, dalla capienza relativa, anche se taluni modelli possono portare a bordo fino a 50 persone, e dalla meccanica complessa, che rende indispensabile un’accurata manutenzione contribuendo a mantenere elevato il costo passeggero/chilometro.