Generalità

L'atmosfera, massa d'aria che avvolge la terra, è costituita da una miscela di gas, i cui elementi principali sono costituiti dall’azoto (78%) e dall'ossigeno (21%). Seguono poi con percentuali inferiori, l'anidride carbonica, l'elio, l'idrogeno, il vapore acqueo ecc.

L'elemento di maggiore importanza per l'uomo è l'ossigeno, in quanto il suo apporto continuo e regolare, assicurato dalla respirazione, è essenziale per l'organismo. In sua assenza, infatti, tutti i processi vitali si arrestano e le cellule vanno incontro ad alterazioni profonde ed irreversibili.

Al livello del mare e fino a quote intorno a 2500¸3000 metri,  la pressione dell'ossigeno (circa un quarto della pressione totale dell' aria) è sufficiente per la normale funzione respiratoria delle persone.

A quote superiori a quelle sopra indicate, a causa della variazione della pressione atmosferica, si verifica una diminuzione della concentrazione di ossigeno al livello dei vari tessuti, in conseguenza della diminuita pressione dell'ossigeno al livello degli alveoli polmonari (anossia).

Questa diminuzione dell'ossigeno contenuto nel sangue, con conseguente deficienza o mancanza di ossigenazione dei tessuti, comporta l'insorgere di fenomeni come aumento della ventilazione polmonare, senso di spossatezza, nausea, vomito, confusione mentale ecc.

La cura consiste nella pronta somministrazione di ossigeno e nel ritorno a quote meno elevate.

Classificazione dei vari tipi di ossigeno

La cabina dei moderni aeromobili da trasporto passeggeri è normalmente pressurizzata, in modo da non rendere necessario l'uso di ossigeno supplementare alle alte quote di volo.

Tuttavia, nel caso in cui l’impianto di pressurizzazione non funzioni regolarmente o si verifichi una decompressione rapida, si rende assolutamente necessario poter disporre di un impianto per la distribuzione dell'ossigeno, onde permettere all'equipaggio ed ai passeggeri di raggiungere senza danno una quota di sicurezza, nel tempo e nel modo stabilito da una procedura di emergenza specifica per ogni tipo di aeromobile.

Ulteriore necessità di ossigeno può verificarsi nel caso di contaminazione dell'aria della cabina da fumo, vapori nocivi oppure per fini terapeutici.

Secondo l'uso cui è destinato, l'ossigeno può venire suddiviso nelle seguenti categorie:

terapeutico - ossigeno riservato a persone che risentono della riduzione di ossigeno rispetto alle condizioni esistenti al livello del mare o sofferenti per altre ragioni;

emergenza  - ossigeno richiesto in caso di decompressione della cabina ad alta quota;

terapeutico di emergenza - ossigeno richiesto da coloro che risentono degli effetti di una decompressione ad alta quota anche quando l'aeromobile è giunto a quota di sicurezza;

supplementare - ossigeno richiesto per aumentare la pressione parziale dell'ossigeno esistente nell'aria alle alte quote;

protettivo - ossigeno richiesto per proteggere l'equipaggio dal fumo o da gas nocivi.

Per soddisfare tutte le richieste di ossigeno sopra indicate, gli aeromobili sono muniti di due impianti fissi ed indipendenti, uno destinato all'equipaggio ed uno ai passeggeri. Inoltre sono dotati di un certo numero di bombole portatili opportunamente sistemate nell'interno della cabina. In casi particolari, come ad esempio il trasporto di passeggeri che necessitano di ossigenoterapia, sugli aeromobili è possibile installare provvisoriamente un apposito apparato.

Componenti degli impianti di un aeromobile

L'impianto ossigeno destinato all’equipaggio è essenzialmente composto da:

una bombola contenente ossigeno puro al 99,51% allo stato gassoso (il rimanente 0,5% deve essere composto di argon e azoto);

un riduttore di pressione;

una rete di distribuzione;

un regolatore di flusso;

una maschera oronasale per ogni membro dell'equipaggio stesso.

L'impianto è del tipo a diluizione e a domanda, ma può erogare anche ossigeno puro a flusso continuo.

L'impianto ossigeno dei passeggeri consente l'erogazione di ossigeno a flusso continuo, ed è costituito da:

più bombole identiche a quelle dell'impianto per l’equipaggio;

una rete di distribuzione, corredata di riduttore/regolatore;

maschere onorassi.

Le maschere sono alloggiate in contenitori ad apertura automatica e manuale, posti in prossimità di ciascuna fila di poltrone, presso le stazioni degli assistenti di volo e nelle toilettes. Alcuni contenitori sono provvisti di una maschera in più rispetto al numero delle poltrone che debbono servire.

Su alcuni aeromobili l'impianto ossigeno passeggeri utilizza ossigeno prodotto da generatori chimici collegati a una o più, maschere.

In caso di decompressione ad alta quota, l'impianto consente la fuoriuscita automatica delle maschere in modo che gli occupanti della cabina passeggeri possano servirsene.

A bordo degli aeromobili esistono anche delle bombole ossigeno portatili per l'equipaggio e per i passeggeri, il cui numero dipende dal tipo di aeromobile; nei pressi delle varie bombole trovano posto anche le relative maschere.

Tutte le bombole installate a bordo di un aeromobile sono del tipo ad alta pressione, costruite in leghe trattate a caldo e possono avere forma e capacità diversa.

Le bombole ad alta pressione sono identificate dal colore verde e dalla scritta: AVIATORS BREATHING OXIGEN. Possono sopportare pressioni elevate ma sono normalmente caricate a 1800¸1850 psi. Un disco di sicurezza permette lo scarico dell'ossigeno nel caso la pressione della bombola dovesse raggiunge valori pericolosi per alta temperatura.

Funzionamento dell’impianto ossigeno piloti

L'ossigeno è contenuto in una bambola caricata a 1850 psi. Un manometro a lettura diretta installato sulla sommità della bombola ne indica la pressione. Se questa diviene eccessiva, un disco di sicurezza si rompe e permette all'ossigeno di scaricarsi all'esterno dell’aeromobile attraverso una apposita tubazione.

Il foro di scarico sulla fusoliera è protetto da un disco di plastica verde che impedisce a polvere e sporcizia di entrare nella linea; il disco si rompe ad una pressione di soli 500 psi segnalando cosi l'avvenuta scarica.

Con la valvola di esclusione (shut-off) aperta l'ossigeno fluisce attraverso un trasduttore ed un riduttore di pressione. Il trasduttore ha il compito di trasformare il segnale di pressione in segnale elettrico per l'indicatore di pressione posto in cabina piloti. Il riduttore riduce la pressione dell'ossigeno ad un valore inferiore a quello esistente nella bombola.

L'ossigeno tramite le tubazioni di distribuzione, giunge ai regolatori di flusso e quindi alle maschere che sono installate presso ciascun membro dell'equipaggio.

I regolatori di flusso dosano il flusso di ossigeno in funzione della pressione interna dell'aeromobile; possono essere installati in prossimità di ciascun posto della cabina piloti o incorporati nelle maschere.

Su ciascun regolatore di flusso sono installati i comandi per selezionare le varie condizioni di impiego dell'impianto.

In particolare si potrà avere erogazione di:

ossigeno a richiesta, miscelato con aria;

solo ossigeno, a richiesta;

solo ossigeno a flusso continuo ad una pressione doppia di quella dei due casi precedenti.

Le maschere per l'equipaggio sono del tipo oronasale, si adattano al viso in modo tale da ridurre al minimo eventuali perdite e coprono solo naso e bocca. Tali maschere contengono un microfono collegato all'impianto interfonico di bordo.

Funzionamento dell’impianto ossigeno passeggeri

L'impianto fornisce essenzialmente ossigeno di emergenza e supplementare a flusso continuo. L'impiego di questo impianto non è prevista per motivi diversi da quelli citati, tuttavia, in caso di estrema necessità può anche essere utilizzato per fornire ossigeno terapeutico.

Le bombole possono essere una o più (a seconda del tipo di aeromobile) e sono simili a quelle dell’impianto piloti. Un riduttore di pressione posto all'uscita della/e bombola/e consente la riduzione di pressione dell’ossigeno che fluisce al regolatore di flusso, normalmente chiuso. Il compito del regolatore di flusso, o compensatore di quota, è di regolare il flusso di ossigeno da inviare alla rete di distribuzione, in funzione della quota cabina e del numero dei passeggeri.

Nel caso di decompressione rapida, quando la pressione della cabina diminuisce ad un equivalente di 12000¸14000 piedi (3600¸4200 metri) di quota, si ha l’apertura automatica del regolatore di flusso in modo che l'ossigeno possa fluire nella rete di distribuzione e contemporaneamente si aprono i portelli dei contenitori porta maschere.

Ogni maschera scende dall'alloggiamento ma viene trattenuta da un apposito cavetto che evita la rottura del tubo flessibile. L'azione di estrazione ed assestamento della maschera sul viso provoca la rimozione dello spinotto di sicurezza che, in tal modo, permette l'apertura della valvola e l’erogazione dell’ossigeno.

L'attivazione dell'impianto e l'apertura dei portelli possono essere ottenuti anche manualmente, a qualsiasi quota cabina, azionando un apposito interruttore posto in cabina piloti.

Il sistema di scarico per sovrapressione è comune a tutte le bombole dell'impianto, piloti e passeggeri.

Le maschere sono a forma di tazza e costruite in gomma morbida per il miglior adattamento al viso. Sono munite di un sacchetto di plastica e possono essere provviste di una cinta elastica per il sostegno o possono essere mantenute in posizione dagli utenti stessi.

Il funzionamento delle maschere avviene nel seguente modo: ogni volta che si inspira, la depressione creatasi nella camera della maschera causa l’apertura della valvola d'inalazione e della valvola di diluizione.

La prima valvola permette l'aspirazione di ossigeno dal sacco economizzatore mentre l'altra permette l'aspirazione dell'aria dall'atmosfera esterna.

Nella camera della maschera avviene la miscelazione dell'aria con l'ossigeno. La valvola di diluizione funziona anche come valvola di sicurezza nel caso dovesse mancare l'ossigeno. Lo scarico viene effettuato tramite la valvola di scarico.

L'impianto ossigeno per i passeggeri installato a bordo di alcuni aeromobili è di nuova concezione, poiché utilizza ossigeno prodotto da generatori chimici. Questo metodo di produzione dell'ossigeno elimina la necessità di installare bombole ad alta pressione, regolatori e tubazioni di distribuzione.

L'impianto è costituito da una serie di moduli indipendenti tra loro, ognuno dei quali è costituito da un generatore chimico collegato a una o più maschere.

Il generatore contiene clorato di sodio che, quando innescato, brucia generando ossigeno puro.

La reazione è attiva e quindi l'ossigeno inizia a defluire dal generatore quando una maschera qualsiasi e rimossa dal contenitore ed è portata al viso dalle persone.

Il flusso dell'ossigeno è uguale per tutte le maschere e dura circa 15 minuti.

Bombole portatili

A bordo degli aeromobili esistono due tipi di bombole portatili di ossigeno:

per l'equipaggio;

per i passeggeri.

Il numero delle bombole portatili installate a bordo dipende dal tipo di aeromobile.

Almeno una bombola per l'equipaggio, ad uso dei piloti, si trova nella cabina piloti, le altre, a disposizione degli assistenti di volo, sono in vari punti della cabina passeggeri.

Cosi pure le bombole per i passeggeri sono sistemate nei vari punti della cabina stessa. Nei pressi delle varie bombole trovano posto anche le relative maschere.

Le bombole per l'equipaggio sono provviste di due bocchette, una per l’erogazione a flusso continuo di ossigeno terapeutico e l'altra per l’erogazione a richiesta di ossigeno protettivo.

Le bombole per i passeggeri sono provviste di due bocchette contrassegnate LO e HI che forniscono rispettivamente ossigeno a flusso continuo di 2 litri al minuto e 4 litri al minuto.

La normale pressione delle bombole è di 1850 psi e ognuna di esse provvista di riduttore di pressione, di manometro a lettura diretta e di valvola shut-off.

Apparato per ossigenoterapia

L'apparato viene installato in prossimità del passeggero stesso (sia barellato che seduto in poltrona) e consiste di:

un contenitore completo di bombola ossigeno, provvista di un regolatore del tipo a domanda e di due uscite a flusso continuo;

un gorgogliatore umidificatore;

una maschera ossigeno o sonda ad occhiali.

La capacità della bombola è generalmente sufficiente per assicurare l’erogazione di ossigeno per i voli più lunghi, ma in caso di particolari richieste possono essere installate anche delle bombole ossigeno portatili supplementari.