Il significato attribuito al termine idraulica, si riferisce
principalmente alla trasmissione di forze ed alla realizzazione di movimenti mediante
liquidi.
Lo sfruttamento della potenza idraulica avviene praticamente in ogni settore industriale:
meccanico (macchine utensili), trasporto (aerei, missili, navi), ecc. In tutti i campi di
applicazione, la trasmissione dellenergia idraulica avviene mediante oli (da cui il
termine Oleodinamica), grazie alla grande versatilità posseduta dal fluido per
trasmettere potenza e movimenti. Infatti un fluido è ottimamente deformabile e nello
stesso tempo teoricamente incompressibile; può prontamente cambiare forma , essere
distribuito in più parti per lavorare in punti diversi, trasmettere la sua forza in tutte
le direzioni. Nessun altro mezzo riunisce lo stesso grado di sicurezza, precisione e
flessibilità di controllo, con la capacità di trasmettere il massimo della potenza con
un minimo di volume e di peso.
La pressione costituisce una delle grandezze fondamentali dellidraulica: è definita come la forza che agisce sullunità di superficie:
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ed espressa usualmente in Pa (Pa = N/m2). Tenendo presente che tutti i fluidi - in particolare i liquidi - hanno un proprio peso, ogni recipiente è soggetto a pressioni dovute al peso del liquido contenuto. Per spiegare quanto detto si consideri un recipiente cilindrico di sezione S, pieno di un liquido per unaltezza h. Sapendo che il peso P del liquido è il prodotto del volume di liquido per il suo peso specifico g e che il volume V è il prodotto della superficie di base S per l'altezza h, la pressione p esercitata sul fondo sarà:
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Tale formula indica che la pressione esercitata da un liquido sul fondo
del recipiente, definita pressione idrostatica, dipende esclusivamente
dallaltezza e dal peso specifico del liquido ed esprime in termini analitici la legge
di Stevino. Nel caso si voglia determinare la pressione idrostatica in un punto
qualsiasi di un liquido laltezza h da considerare è quella tra il punto interessato
e la superficie libera del liquido. La legge di Stevino è valida per
qualsiasi forma di recipiente, purché siano uguali i pesi specifici e le altezze dei
liquidi in essi contenuti.
La legge fondamentale alla base della moderna idraulica, fu formulata da Pascal e può essere enunciata nel
modo seguente:
la pressione esercitata su un liquido si trasmette con uguale intensità in tutte le direzioni.
Il principio di Pascal ha trovato la sua più nota applicazione nel torchio idraulico, macchina capace di muovere grossi carichi con uno sforzo limitato, composto essenzialmente da due cilindri di sezioni diverse comunicanti fra loro e nei quali scorrono a perfetta tenuta due stantuffi; applicando una forza su uno stantuffo si produce una pressione che, trasmettendosi con la stessa intensità in tutte le direzioni, agirà anche sullaltro stantuffo con una forza che dipende dal rapporto delle sezioni dei due cilindri. Se tale rapporto è maggiore di 1, la forza agente sul secondo stantuffo sarà maggiore di quella agente sul primo. Supponiamo, ad esempio, che i due pistoni abbiano sezioni rispettivamente pari a 1 e 10; una forza di intensità 1 applicata al pistone più piccolo dà luogo a una pressione pari a 1 che, trasmessa attraverso il liquido, esercita sul pistone più grande una forza di intensità 10 (data dal prodotto della pressione per l'area della sezione del pistone).
Concetto di base di un sistema idraulico
In un impianto idraulico, la funzione del dispositivo che deve
esercitare una pressione sul liquido viene svolta da una pompa, mentre la funzione
del dispositivo che deve trasformare la pressione in lavoro meccanico viene svolta da un martinetto,
dimensionato in funzione delle caratteristiche dellutenza o carico.
Sotto leffetto dellazione della pompa, che erogando un certo flusso genera
nelle tubazioni una pressione, il cilindro del martinetto si sposta provocando lo
spostamento del carico, la cui velocità dipende unicamente dalla quantità di liquido
convogliata al cilindro nellunità di tempo.
In pratica, il sistema considerato deve essere completato inserendo delle apparecchiature
che permettano di controllare la direzione e la velocità di movimento del cilindro e la
sollecitazione massima del cilindro stesso.
Se si considera il movimento di un fluido in un condotto e si osserva
il comportamento delle innumerevoli particelle che lo compongono, si nota che ciascuna di
esse nel tempo percorre una traiettoria che viene definita linea di corrente o di
flusso, con velocità la cui direzione è sempre tangente a tale linea.
Linsieme di particelle che si muovono su una stessa linea di flusso prende il
nome di filetto fluido e più filetti fluidi formano una vena fluida.
Se la configurazione della linea di flusso rimane sempre la stessa con il passare del
tempo, si ha il moto permanente o stazionario.
Se invece in istanti successivi la configurazione delle linee di flusso cambia, si ha un moto
vario.
La portata di un condotto è la
quantità di fluido che attraversa una sua sezione nellunità di tempo. Il moto di
un fluido in un condotto è regolato dalle leggi di Leonardo (o della
continuità) e di Bernoulli.
Una vena fluida possiede dellenergia in virtù del suo stato
fisico e della sua velocità. Tali energie prendono il nome, rispettivamente, di energia
potenziale e cinetica. Lenergia potenziale, a sua volta, può dipendere dalla
posizione del fluido o dalla pressione alla quale si trova.
Per il principio di Bernoulli
in un sistema conservativo, in cui non ci sia apporto o sottrazione di energia, parte
dellenergia posseduta da un fluido può trasformarsi da una forma ad unaltra,
ma la somma delle energie deve rimanere sempre costante.
È evidente, pertanto, che nel caso di un fluido in movimento attraverso un condotto di
sezione non costante, alla variazione della velocità dovrà corrispondere una variazione
della pressione, in modo che la somma delle energie rimanga costante.
Nella realtà, quando un fluido fluisce in un sistema, lattrito che ne deriva
produce calore.
Una parte dellenergia posseduta dal fluido viene perciò dissipata in calore, con
conseguente perdita di pressione.
Il calore generato viene parzialmente irradiato nellambiente circostante dalla
tubazione e dai componenti. Una parte dellenergia termica prodotta surriscalda
invece lolio e le parti dellimpianto, fino a che si stabilisce una condizione
di equilibrio tra calore introdotto e calore asportato. In tali condizioni
lolio si stabilizza ad una temperatura detta di regime.
Per poter fare a meno di un dispositivo di raffreddamento esterno, la temperatura
di regime deve risultare pari o inferiore alle massime temperature di esercizio del
sistema. Nelle applicazioni pratiche, quindi, non è possibile trasmettere energia senza
perdite. Lentità delle perdite dipende principalmente dai seguenti fattori:
| lunghezza delle tubazioni; | |
| rugosità delle pareti interne della tubazione; | |
| numero dei gomiti e curve; | |
| raggio delle curve (curve troppo brusche comportano maggiori perdite); | |
| sezione delle tubazioni; | |
| velocità del flusso; | |
| viscosità del fluido; | |
| tipo di moto (laminare o turbolento); | |
| stato dei componenti idraulici (grado di deterioramento). |
Sebbene le perdite non possano essere
completamente eliminate, possono essere in parte ridotte controllando la struttura del
circuito e il regime di flusso.
Aumentando la velocità di flusso a parità di sezione di passaggio e di viscosità, il
comportamento del flusso varia in corrispondenza di una determinata velocità (velocità
critica).
Il flusso diventa vorticoso, turbolento e le singole particelle non scorrono più
parallelamente tra loro, ma si mescolano e si influenzano reciprocamente. Tale regime
turbolento è indesiderabile negli impianti idraulici, in quanto comporta un aumento della
resistenza al flusso con conseguente aumento delle perdite.